Storia del Museo

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Il Museo diocesano di Capua fu ufficialmente istituito nel 1992 all’interno della Cappella del Corpo di Cristo. I pezzi della collezione rappresentano l’anima sacra di una comunità che ha trovato nella sua diocesi la fonte di sostegno spirituale e sociale. Attualmente il museo, attiguo alla cattedrale di Capua (Duomo), si sviluppa su due livelli: quello della Cappella del Corpo di Cristo e quello della sottostante cripta di Santo Stefano. Il museo nasce nell’ottica di recupero delle antichità che tanto ha caratterizzato il fermento culturale di Capua nella seconda metà dell’Ottocento. Tra il 1854 e il 1859, infatti, il Cardinale Giuseppe Cosenza, durante i lavori di ristrutturazione della Cattedrale, iniziò la raccolta dei frammenti delle lapidi dispersi nel cortile del giardino e dell’episcopio. Da quel momento in poi, passando attraverso la sistematica organizzazione delle antichità operata dal canonico Jannelli, gli oggetti in mostra hanno ricevuto diverse sistemazioni fino ad arrivare a quella attuale.

La sua fondazione al principio degli anni Novanta, solennizzata nel 1992, in occasione della visita del Papa, è stata possibile grazie alla ferma volontà dell‟Arcivescovo Diligenza e poi del Soprintendente Jacobitti. La determinazione a raccogliere e sistemare, rendendole fruibili, tutte le testimonianze di fede arte della “Capua Sacra”, ha condotto pochi anni dopo all’apertura di una nuova sezione nel vicino monastero carmelitano di San Gabriello, dove furono sistemati i manufatti di grandi dimensioni.

L’intento di tale operazione, da subito, è stato quello di conservare al suo interno i materiali provenienti dalle cappelle della Cattedrale, distrutta sotto i bombardamenti del 1943, e dalle chiese chiuse al culto perché dissestate dal terremoto del 1980. Nel primo livello del Museo Diocesano sono conservati diversi dipinti di particolare importanza che vanno dal XIV al XVIII secolo, diverse opere marmoree, tra le quali alcuni capitelli databili dal X al XIII sec., un frammento di lastra sepolcrale con testa di guerriero della prima metà del XIV secolo, stemmi episcopali e di nobili casate oltre a diversi arredi sacri. Nel secondo livello sono esposte alcune opere in marmo tra cui spiccano delle urne cinerarie datate tra il I e il III secolo d.C.

Per ragioni cautelative non sono stati esposti alcuni manufatti preziosissimi come le coperte dell’Evangelario di Alfano, l’Extultet, rotolo membranaceo, e la rosa d’oro, è invece possibile trovare all’interno collezioni di argenti, paramenti sacri, dipinti, manufatti lapidei e frammenti di pavimento maiolicato tutti provenienti dalla cattedrale di Capua, oggetti di grande valore, insieme a stemmi ed iscrizioni che ornavano, un tempo, le cappelle della cattedrale e che gli eventi bellici del 1943 rovinarono insieme con essa.

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